Embodiment o teoria della incarnazione

Biotipologia e Medicina di Terreno

Questa ipotesi è connessa alle teorie dell’organizzazione senso-motoria del significato, elaborate nell’ambito delle ricerche sull’Embodiment. Secondo l’approccio “incarnato”, infatti, le strutture nervose che presiedono all’organizzazione dell’esecuzione motoria delle azioni svolgono un ruolo anche nella comprensione semantica delle espressioni linguistiche che le descrivono (Gallese et al., 2006).
 

La teoria dell’Embodiment suggerisce che la partecipazione di determinate parti del corpo durante l’elaborazione dei concetti riferiti a un’azione o a un oggetto può attivare le aree sensomotorie corrispondenti, non solo quando produciamo azioni con quelle parti del corpo ma anche quando l’azione è eseguita da qualcun altro e osservata dal partecipante o quando è solo immaginata (Arévalo et al., 2007). Esperimenti condotti in questi ultimi anni hanno portato alla scoperta di un tipo di neuroni che può fare da tramite tra il sé e gli altri: i neuroni specchio ("mirror neurons"). Questi neuroni, inizialmente scoperti nell’area F5 della corteccia premotoria frontale della scimmia (l’area originariamente descritta da Rizzolatti e Arbib), omologa dell’area di Broca nell’uomo (specificatamente dell’area 44), hanno una doppia funzione: da una parte si attivano quando la scimmia compie un’azione manuale, ad esempio afferrare un oggetto, dall'altra si attivano in modo simile quando la scimmia vede o sente un'altra scimmia o un uomo compiere la stessa azione (Koheler et al., 2002).

In breve, vedere o ascoltare un’azione finalizzata eseguita da un altro soggetto, attiva nell’osservatore gli stessi neuroni che si attiverebbero se fosse lui stesso a compiere quell'azione, rendendo in parte simili, da un punto di vista neurale, percezione e produzione. Questi neuroni specchio, quindi, suggeriscono una base neurale in parte comune per percezione e produzione dei movimenti (gestures), linguistici e manuali.

 
Nell'uomo il sistema "mirror" è stato dimostrato in maniera indiretta, mediante varie tecniche.
 
Ad esempio, studi attraverso la PET (Tomografia a Emissione di Positrone) hanno mostrato che le due zone che compongono l’area di Broca contengono anche la rappresentazione di movimenti manuali; risultano, infatti, attivarsi quando si eseguono movimenti autoindotti, quando si immagina di ruotare le mani e quando si immagina di afferrare qualcosa con la mano. Dunque, l’area di Broca è coinvolta nelle rappresentazioni motorie della bocca e delle mani (Nicolai, 2006: 140). 
 
Studi realizzati attraverso fMRI (Risonanza Magnetica funzionale) hanno mostrato come i neuroni specchio si attivino negli esseri umani sia durante l’osservazione di azioni eseguite con le mani sia durante l’osservazione di azioni eseguite con altre parti del corpo (ad esempio, la bocca, il viso o i piedi).
 
(in riferimento alla tesi di laurea "Il verbo in contesto di frase e in isolamento. Uno studio sperimentale del linguaggio afasico", compendio sull'embodiment di Eleonora Giorgi)
 
Negli ultimi anni il confronto internazionale dell'Osteopatia con la Medicina classica sta rivedendo l'intervento del percorso osteopatico sulla fisiologia della persona. Medicine complementari come chiave di lettura dei processi fisiologici, rappresentano un valore aggiunto nella comprensione del complesso "multisistema di sistemi", uomo, in termini di salute, oltre che di malattia.
 
Nel trattamento osteopatico è fondamentale agire indirettamente sui fattori interni, esterni e ambientali per riequilibrare l'organismo secondo i principi salutogenici (Aaron Antonovsky). Il miglioramento della salute è una delle principali priorità dei sistemi sanitari pubblici e privati. Negli ultimi anni , una maggiore attenzione è stata data all'uso di medicine complementari e alternative, tra cui il trattamento manipolativo osteopatico (TMO), come possibili interventi efficaci per accrescere la salute dei pazienti (rimandiamo la pubblicazione del gruppo di collega F. Cerritelli e coll. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25146065).
 
E' in questi termini che l'educare il paziente a mantenere abitudini corrette, personalizzate caso per caso, consente di raggiungere più velocemente e mantenere nel tempo i risultati del percorso osteopatico, non solo relativo al trattamento, ma inteso come ripristino alla salute. In questo, l'utilizzo del canale afferenziale "mirror" rieduca da pattern disfunzionali cronici automantenuti.
 
Rieducare, riafferenziando la mente-corpo, è ciò che è più vicino col concetto di restituzione e mantenimento della salute nel rispetto della fisiologia dell'organismo.
 
 
D.O. Lorenzo Luchetti