Il bLòg

Nemesi Medica

 
Nella raccolta di saggi dello scrittore, filosofo e pedagogo Ivan Illich, "Nemesi medica. L'espropriazione della salute" del 1976, l'autore pone al centro della trattazione l'annoso problema della dicotomia tra salute, come espressione di equilibrio omeostatico, e sanità, come l'istituzione che troppo spesso risponde a diktat finanziari a tal punto da gestire la salute ai limiti di un "affare".
Una delle caratteristiche che contraddistingue da secoli l'uomo, e ancor di più l'uomo moderno, è la tendenza a primeggiare nel campo delle scienze applicate e nella ricerca scientifica in generale. Grazie alla rapidità dell'avanzamento tecnologico, macchinari speciali hanno reso possibile all'uomo cose un tempo impensabili come, per esempio, raggiungere le stelle ad una velocità inaudita, o spazzare via la vita di milioni di persone con la pressione di un solo dito. Alla luce di tali ed evidenti progressi della scienza, ci si chiede come mai l'unico campo in cui le ricerche non hanno portato un'innovazione tangibile è quello dei principi di studio della medicina?.
Si applicano tomografie ad emissioni di positroni e metodi funzionali che studiano BOLD e altro, ma basati su modelli di studio del corpo ancora legato alla tradizione illuminista-settecentesca.
Se una risposta a questa domanda aprirebbe un vaso di Pandora, che in questa sede non è necessario aprire, iniziamo piuttosto a dedicarci alla ricerca delle soluzioni, seguendo la natura, unica fonte di vita con i suoi infiniti processi di equilibrio, in cui ogni uomo è archivio vivente, matrice e massima espressione del concetto olistico.