Benessere nelle performance (parte II)

Nemesi Medica
Di seguito ripeteremo analiticamente alcuni aspetti che ci portano ad effettuare il cosiddetto "allungamento muscolare", in merito al precedente articolo, e farne nostra la modalità esecutiva in un linguaggio fruibile per tutti come vademecum di buona salute nelle attività fisiche.
 
Elisir di vita sana è l’applicazione corretta dello stretching per usufruire appieno di tutti gli aspetti positivi di una corretta attività fisica. Mantenere le funzioni corporee al massimo della loro efficacia ed efficienza, insieme ad altri fattori, influenza positivamente la qualità della vita.

Quindi, stretching inteso per:

- Mantenimento lunghezza delle mio-fibre per una corretta contrazione
- Mantenimento metamerico dei riflessi neuromuscolari, secondo uno schema corporeo antigravitario più vasto, tra agonista e antagonista per la salvaguardia delle articolazioni e dell’apparato legamentoso
- Sistema di stabilizzazione statico e dinamico delle articolazioni, sistema legamentoso e muscolare
- Mantenimento delle integrità articolari.
- Mantenere tutti i movimenti corporei secondo il principio di efficacia, efficienza e non dolore.
 
Troviamo indicazioni nella più specifica restrizione di mobilità asimmetrica riducibile (un muscolo è meno allungabile confronto ad un altro per vari motivi) con partecipazione poli-articolare (pochi muscoli agiscono facendo effettuare un unico movimento nello spazio  e con un coinvolgendo che sia monoarticolare) ad esclusione di una compromissione dell’antagonista di origine canalare vasculo/nervosa (riflessi, forza, sensibilità alterati + ipotonia dell’antagonista); questo perché solo nella corretta fisiologia manteniamo i presupposti sopracitati (anche se nella maggior parte delle patologie ad origine neurologica, difficilmente un sano trattamento di allungamento, adeguatamente contestualizzato, possa essere escluso dal trattamento terapeutico).
 
Di seguito, l’esecuzione in macroargomenti:
 
VADEMECUM
Vademecum trattamento muscolare pre, post attività sportiva di auto-mantenimento e salvaguardia da possibili infortuni mio-fasciali-articolari.
 
PARS TEORICA
Metodo di applicazione: messa in tensione in un volume tridimensionale di due punti mobili fino al raggiungimento del punto di collegamento (massima tensione raggiungibile dall’anatomia mio-fasciale), senza compromissione dell’articolazione in restrizione, al fine della barriera, per almeno 8-10 cicli respiratori:
1. durante un’ampia respirazione nasale mantengo il tensionamento della barriera poli-articolare valutata (la fase della respirazione fondamentale per il massimo allungamento è quella ESPIRATORIA, quindi occorre svuotare completamente i polmoni)
2. durante una lunga espirazione nasale si guadagna rispettando una sensibilità dolorifica accettabile, utilizzando i due punti mobili per quanto permesso dal rilascio tessutale percepito nel periodo refrattario.
3. segue un riposizionamento lento
 
PARS PRATICA
RICORDA: respirazioni profonde e movimenti minimi che non perdono la tensione raggiunta. Mai allentare la tensione!
POSIZIONE DI PARTENZA: Prendere la posizione dello stretching in maniera delicata, inizialmente, nell’esecuzione e alla fine quando ci si alza. La durata delle posizione è spesso influenzata dalla capacità di mantenere la postura. Il principio è quello di mettere il resto del corpo in un blocco, evitando compensi a distanza, creando un fulcro di allungamento secondo un unico vettore muscolare; tutto il corpo si "svolge" attraverso il muscolo, o la zona in questione, nei 3 piani dello spazio, imbrigliato nella sua “carta di caramella” fasciale. 
TEMPISTICA: prima dell’allenamento 5/10’ e a fine allenamento uno stretching totale e intenso di minimo 15/20’ (tempo orientativo sul totale). 
 
 
 
ESERCIZIO PRE ATTIVITà (preparatorio e di prevenzione): Riscaldamento completo muscolare, si parte con una velocità bassa e si tende ad aumentare la velocità, raggiungendo tutti i tipi di movimenti che si svolgeranno durante l’attività. Il limite è una lieve sudorazione che rappresenta una reazione sistemica indicante l’aver lubrificato le articolazioni, riscaldato e irrorato di sangue i muscoli e ristabilito centralità nelle articolazioni di muscoli in distonia posturale.
stretching non massimale : preparatorio. Viene effettuato successivamente alla fase di riscaldamento. Mantenere le posizioni da 1 minuto, senza alcun fastidio ma con tensione diffusa
ESERCIZIO POST ATTIVITà (mantenimento): stretching massimale, mantenere le posizioni da 2 a 4 minuti, con tensione completa.
 
CONSIGLI: il riscaldamento sembra una pratica inutile e talvolta noiosa. Superati i 25-30 aa di età il nostro corpo, chi più chi meno, entra in fase obsolescente e quindi la disponibilità agli insulti tissutali devono essere all'attenzione di ogni sportivo per non rendere tale pratica dannosa alla salute. Trattando agonisti di vari sport mi rendo conto quanto alcuni semplici consigli allontanino da molteplici danni, guadagnandoci in salute fisica e mentale. Un semplice pre-riscaldamento e una routine di stretching abitudinario consentono allo sportivo di ridurre l'ausilio di medici, farmaci e terapisti.
 
 
Ft. D.O. EMN Lorenzo Luchetti
cell: +39 328 6219952
sito: www.osteopatialuchetti.it
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