Im Wasser ist Heil (parte II)

Nutraceutica

L’acqua è l’archetipo mentale che simboleggia l’intuito, le emozioni, gli affetti. In un uomo adulto in buono stato di salute, la percentuale di acqua, sangue, linfa, liquido interstiziale è vicina al 60-70% del peso corporeo e al 50% nella donna (minor percentuale correlata alla maggior concentrazione di tessuto adiposo che trattiene meno acqua rispetto ai tessuti magri). Nell’organismo umano la percentuale di acqua è molto diversa a seconda dei vari tessuti, inoltre, quantità seppur piccole sono contenute nelle ossa, nel connettivo denso, nelle secrezioni epiteliali, ad esempio quelle digestive, nel fluido cerebrospinale. Basti pensare che il nostro cervello è costituito dal 70% di acqua.
 
 
 
 
 
L'acqua, dopo l'ossigeno, è la seconda sostanza più importante per la salute umana. Possiamo sopravvivere senza cibo per circa 30 - 40 giorni, ma possiamo sopravvivere soltanto alcuni giorni senza acqua (2 – 4 gg). È un solvente universale, anzi il solvente più potente che si conosca, è un mezzo di trasporto, e per questo, è la base di tutti i processi biologici nel corpo umano; assolutamente indispensabile alla vita, nessun altra sostanza è così ampliamente coinvolta in molteplici funzioni; essa è inoltre l’unico mezzo adatto a sostenere tutte le funzioni biologiche conosciute: la sua presenza è indispensabile per lo svolgimento di tutti i processi fisiologici e le reazioni biochimiche che avvengono nel nostro corpo. Fa veicolo a quasi tutti i processi metabolici, svolge un’azione plastica, lubrifica e da supporto a tessuti e articolazioni, costituisce un mezzo di supporto per tutto il corpo, permette la dissoluzione e lo scambio di nutrienti tra cellule e sangue, rappresenta il sovente delle reazioni intracellulari.
L’umidità presente sulla superficie polmonare permette lo scambio d’ossigeno e di anidride carbonica tra l’aria e i capillari alveolari. L’acqua dissolve i prodotti di scarto nelle urine e nelle feci e funziona da veicolo per le loro escrezioni.
 
Nell’acqua delle singole cellule (pars intracellulare), navigano particelle microscopiche, i mitocondri, che forniscono l’energia al muscolo e al cuore per contrarsi, al cervello per pensare e comandare, al fegato per elaborare gli alimenti ingeriti trasformandoli in sostanze direttamente utilizzabili dalla cellula, al rene per il lavoro di filtraggio del sangue e l’eliminazione delle scorie metaboliche e per molto altro ancora. Al contempo è un importante termoregolatore dell’organismo. Le reazioni metaboliche (digestione, contrazione muscolare, etc..) liberano grandi quantità di calore; in qualche modo questa energia termica in abbondanza deve essere dissipata in qualche modo affinché la temperatura corporea possa essere mantenuta stabile: l’acqua ha appunto il ruolo di assorbire il calore generato e dissiparlo. Più precisamente, il calore viene trasferito dai fluidi corporei alla pelle, dove viene successivamente dissipato per evaporazione. La concentrazione muscolare, ad esempio, è il maggior generatore di calore corporeo; la trasformazione dell’energia chimica , che avviene durante la contrazione, in energia meccanica ha un’efficienza pari 25-30%, l’energia rimanente viene trasformata in calore. Gli esseri umani sono in grado di evaporare anche 10 lt di fluidi al giorno con il meccanismo della sudorazione.
 
 
In un soggetto sano di 60 kg il corrispettivo di acqua distribuita nell’organismo è dunque di 36 kg. Questa enorme quantità di acqua rappresenta il patrimonio dell’organismo, patrimonio che istante per istante subisce incessanti variazioni in quantità e qualità relativamente alla concentrazione dei suoi componenti: tale “pool idrico” deve tuttavia rimanere costante nonostante le continue variazioni in aumento o in diminuzione (l’organismo è strutturato con complessi meccanismi che gli permettono di mantenere costante nel tempo il proprio patrimonio idrico).
 
Il nostro bisogno quotidiano di acqua è principalmente coperto con il bere. Su una base quotidiana dobbiamo bere circa 1.5-2 litri di acqua. Anche derrate alimentari ad elevato contenuto di umidità contribuiscono al nostro rifornimento idrico. Con il cibo assorbiamo circa 1 litro di acqua al giorno. Se beviamo abbastanza acqua e mangiamo abbastanza cibi contenenti acqua, raggiungere questa quantità non dovrebbe essere un problema. Quanta acqua beviamo è determinato dalle nostre abitudini, non dalla sete. Quando ci sentiamo assetati, nella società odierna, è solitamente sintomo del fatto che non stiamo bevendo una quantità sufficiente di acqua ed abbiamo già adoperato tutti i sistemi di bilancio idrico interni, quindi presentiamo già una piccola quota di disidratazione. Ma entriamo più nello specifico per il mantenimento di uno stato ottimale di salute nell’adulto, mediante l’assunzione di acqua. Occorre assumere mediamente 35 g di acqua per ogni kg di peso corporeo, cioè circa 2,5 lt di acqua al giorno: naturalmente quando fa molto caldo o nei climi molto aridi tale consumo dovrà essere maggiore per controbilanciare l’abbondante sudorazione (specie nell’attività fisica). Logicamente, l’assunzione di acqua non avviene sotto forma di bevanda, ma si tratta di un’assunzione mista: in parte essa è contenuta in molti alimenti, soprattutto frutta e verdura, ma anche carne e latticini e in parte si forma per degradazione degli alimenti durante il processo di digestione e assimilazione. La quota di acqua di derivazione alimentare varia moltissimo con la qualità e la quantità dell’alimento stesso: frutta e verdura, alta percentuale di acqua, grassi, cioccolata e dolciumi in generale hanno invece una percentuale di acqua pressoché nulla.
 
Le perdite di acqua giornaliere sono mediamente ripartite fra:
- reni urine 500/1500 ml
- intestino feci 50/200 ml
- pelle evaporazione 500/1000 ml (a più litri per attività agonistiche)
 
Una perdita di acqua inavvertita è quella che avviene attraverso i pori della pelle, una respiratio insensibilis o traspirazione incosciente. La perdita di acqua attraverso le feci, che ne contengono circa il 70%, è relativamente piccolo se efficiente il riassorbimento del colon e nel digiuno; in caso di diarrea o vomito, la perdita di acqua aumenta anche di 10-15 volte, incidendo ovviamente sul bilancio idrico. La maggior quota eliminata giornalmente è comunque rappresentata dalle urine. Urine chiare e abbondanti sono sintomo di buona idratazione, al contrario, urine scarse, scure e dense indicano che la quota di acqua introdotta è insufficiente: l’organismo quindi risparmia le perdite riducendo le urine emesse, entro certi limiti, per un sistema di continua filtrazione e comunque con sovraccarico per i reni. Riassumendo, le perdite di acqua di un individuo adulto in condizioni normali si valutano attorno al 3-4% del peso del corporeo, vale a dire all’incirca di 2-2,5 l; è però importante sottolineare che queste perdite sono tanto più elevate quanto più l’individuo è in giovane età. Soprattutto nei primi mesi di vita le perdite idriche sono molte elevate e possono raggiungere anche il 15% del peso del corpo; ciò comporta che i bambini rappresentino un gruppo di popolazione particolarmente esposto al rischio della disidratazione. Il sintomo della sete può sembrare sempre lo stesso, ma in realtà esistono due tipi di sete, a seconda che derivi da un aumento della concentrazione dei soluti nel corpo (sete osmotica) oppure da una diminuzione totale dei liquidi del corpo (sete ipovolemica). La concentrazione di sostanze disciolte nel nostro corpo (sodio, potassio, magnesio, etc..) è mantenuta ad un livello più o meno costante; l’alterazione di questo equilibrio attiva i meccanismi in grado di ristabilire la giusta concentrazione. Nel caso di aumento dei soluti introdotti o per un’eccessiva perdita di acqua, l’organismo cerca di compensare la situazione eliminando urina molto concentrata per ridurre i soluti e aumentando lo stimolo della sete per incrementare l’introduzione di acqua (sete osmotica). Nel caso della pressione sanguigna troppo bassa, il sangue non è in grado di trasportare alle cellule acqua e sostanze nutritive in quantità sufficienti. In caso dieccessivi abbassamenti di pressione l’organismo attiva lo stimolo della sete per recuperare rapidamente acqua e far fronte al calo di volume ematico (sete ipovolemica).
 
Chiarita l’importanza di una corretta introduzione di liquidi durante la giornata, si possono tenere presenti alcune norme utili per bere correttamente. È senz’altro opportuno bere a piccoli frequentemente, in piccole quantità e lentamente. Evitare acqua gelata (temperatura consigliata temperatura ambiente per ridurre la permanenza di acqua nello stomaco), poiché può facilmente provocare un brusco abbassamento di temperatura dello stomaco con conseguente afflusso di sangue nel distretto epigastrico, impoverimento degli altri organi e pericolo di congestioni, specie se si è accaldati. Inoltre, l’acqua fredda, anche se dona un’immediata sensazione di appagamento, aumenta la sudorazione e conseguentemente stimola nuovamente il bisogno di bere. L’equilibrio idrico dev’essere mantenuto soprattutto bevendo acqua calda; bevande diverse, quali ad esempio bibite, succhi di frutta confezionati, tè, caffè, oltre a fornire acqua, contengono anche sostanze caloriche (ad esempio zuccheri) o sostanze che possono avere attività farmacologica, ad esempio caffeina, e quindi tali sostanze vanno consumate con moderazione. Un contenuto zuccherino fra l’altro rallenta i tempi di assimilazione delle bevande e reinnesca il meccanismo della sete.
 
Se si svolge una attività fisica, sarà molto utile bere durante l’attività e successivamente, per reintegrare le perdite idriche dovute alla sudorazione: almeno 150-200 cc a piccoli sorsi ogni 15-20 minuti in condizioni ambientali estive e 50-100 cc in condizioni ambientali invernali. Nel caso di attività fisica non agonista, una dieta sana ed equilibrata, soprattutto ricca di frutta e verdura, è senz’altro sufficiente a reintegrare i Sali perduti con la sudorazione. In determinate condizioni patologiche che comportano una notevole perdita d’acqua, per esempio gli stati febbrili, vomito, diarrea, è fondamentale reintegrare il bilancio idrico adeguatamente.
 
Durante i pasti l’acqua a piccole dosi stimola la secrezione gastrica, al contrario a dosi eccessive, per diluizione dei succhi gastrici, potrebbe allungare i tempi della digestione (in media stat virtus, quantità adeguate lungo tutto un pasto non deve superare i 400 cc, quindi, se limitata, migliora la digestione). L’acqua introdotta nell’organismo lontano dai pasti viene assorbita più rapidamente e facilita alcune importanti funzioni, quali ad esempio, lo smaltimento del sodio introdotto con i cibi, la funzionalità renale e intestinale.
 
Le persone anziane dovrebbero abituarsi a bere frequentemente durante le giornate, anche se non avvertono lo stimolo della sete; analogamente i bambini che, oltre a non aver adeguatamente sviluppato la sensazione della sete, sono maggiormente esposti al rischio di disidratazione confronto agli adulti.
È utile ricordare che l’acqua non apporta calorie e pertanto non fa ingrassare; le eventuali variazioni di peso dovute all’ingestione o alla eliminazione di acqua sono temporanee e del tutto ingannevoli; quindi il tentativo di controllare il peso corporeo riducendo l’ingestione di acqua è, oltre che inutile, rischioso per lo stato di salute dell’organismo.
 
Attualmente i principali inquinanti dell’acqua di falda profonda sono i nitrati, composti chimici che derivano dai concimi naturali, dai fertilizzanti e dai prodotti industriali. L’acqua di falda di superficie è molto più inquinata rispetto a quella profonda, sia perché non subisce la filtrazione del terreno sia perché nei laghi e nei fiumi vengono riversati continuamente scarichi civili e industriali. Infine l’acqua della falda idrica sotterranea scorre su strati di roccia dalle quali può prelevare minerali inorganici, quali calcio, magnesio, rame, ferro, silice, ecc.., questi sali minerali inorganici non sono assimilabili dalle cellule dell’organismo umano, per la cui sopravvivenza sono invece indispensabili i sali minerali organici contenuti nella frutta, nella verdura, nei prodotti animali e nei loro derivati. Sia l’acqua superficiale che quella profonda, prima di essere distribuite nelle case, subiscono un processo di disinfezione a base di cloro per eliminare eventuali batteri, virus e altri microrganismi. Questo processo di clorazione dev’essere tenuto costantemente sotto controllo affinché non ci sia ai un eccesso di cloro, poiché un surplus al bisogno dà origine a cloroderivati, dannosi per la salute (sostanze chimiche che si formano quando il cloro incontra materia organica).  È importante osservare che, come tutte le sostanze chimiche, i cloroderivati eventualmente presenti nell’acqua non evaporano con la bollitura; quest’ultima uccide i microrganismi ma non elimina nessuna delle sostanze inquinanti. Per questo motivo le minestre, il tè, il caffè, andrebbero sempre preparati utilizzando acqua in bottiglia, a meno che l’acqua del rubinetto non sia opportunamente trattata e depurata. Si può invece usare tranquillamente l’acqua di casa per cuocere la pasta, poiché essa ne assorbe una minima quantità per la cottura.
 
ALCUNI ERRORI SULLA VEXATA QUAESTIO “ACQUA”
Nelle società avanzate, pensare che tè, caffè, alcool e bibite siano piacevoli sostituti per il naturale bisogno di acqua del corpo sottoposto ad uno stress quotidiano è un errore elementare, ma catastrofico. E’ vero che queste bevande contengono acqua, ma esse contengono anche elementi disidratanti (quindi diuretici). Esse fanno espellere non solo l’acqua in cui sono diluite ma anche altra acqua presa dalle riserve del corpo! I moderni stili di vita rendono spesso le persone dipendenti da ogni specie di bevande prodotte per scopi commerciali. I bambini non vengono educati a bere acqua e diventano dipendenti da bibite (gassate, con caffeina e dolcificanti) e succhi di frutta. Questa è una auto-restrizione delle necessità di acqua del corpo. In linea generale, non è possibile bere bevande confezionate per rimpiazzare completamente l’acqua di cui abbiamo bisogno. Allo stesso tempo, una preferenza prolungata per il gusto di queste bibite riduce automaticamente l’impulso di bere acqua quando esse non sono disponibili, conducendo così alla disidratazione.
Gli esperti di medicina ignorano le numerose funzioni chimiche dell’acqua nel corpo. Poiché la disidratazione può causare la perdita di alcune funzioni, i diversi sofisticati segnali mandati dagli operatori del programma di regolazione idrica del corpo, mentre perdura una forte disidratazione, sono stati interpretati come indicatori di malattie sconosciute. Questo è l’errore fondamentale che ha fuorviato la medicina clinica. Ha impedito ai medici di riuscire ad adottare misure preventive o di fornire semplici cure idriche e fisiologiche per alcune delle principali malattie umane. Al primo apparire di questi segnali, il corpo dovrebbe essere rifornito di acqua perché sia distribuita dai sistemi di razionamento. I vari segnali prodotti da questi “distributori d’acqua” sono indicatori di una sete regionale e della siccità del corpo.
 
Molte persone immaginano però che bere molta acqua (e produrre molta urina) significhi un certo lavoro per il rene. In realtà è tutto il contrario. L’urina si forma infatti principalmente per un passaggio passivo dal sangue al rene. Il grande lavoro del rene sta proprio nel concentrare l’urina prodottasi in questa maniera, in modo da permettere il recupero di acqua (e di altre sostanze utili). Dal sangue passano nei reni oltre 150 litri di urina al giorno. Lungo i tuboli del rene questa urina (chiamata “primaria” viene via via riassorbita: con l’acqua vengono riassorbiti anche i sali e altre sostanze utili. All’uscita del rene, circa il 99% dell’urina primaria è stata riassorbita, e si ha quel litro o due al giorno che corrisponde all’urina definitiva. Quindi, il gran lavoro del rene consiste nell’impedire che il corpo perda acqua, sali e altre sostanze, “recuperando” il tutto dalle urine primarie. Ma (per lasciare andare via le sostanze dannose e le scorie) deve poterle lasciare sciolte dentro un bel po’ di acqua, che deve essere eliminata sotto forma di urine. Spero il concetto sia chiaro: il rene non può lasciare uscire le sostanze di rifiuto a secco, devono essere sciolte in una quantità sufficiente di acqua, e quest’acqua deve essere recuperata bevendo, altrimenti i sali da eliminare non riescono ad essere sciolti in modo adeguato oppure il corpo perde troppa acqua. Vi sono nel corpo certe sostanze che devono essere eliminate con le urine. Non di rado queste sostanze sono in quantità tale che le urine raggiungono un volume critico perchè possano scioglierle. Capita ad esempio che lasciando raffreddare le urine queste si intorbidano. Cosa significa? Che a caldo riuscivano a tenere disciolti dei sali (ad esempio, urati o ossalati) al limite delle loro possibilità: basta che scenda un po’ la temperatura che questi sali non possono più essere tenuti in soluzione e precipitano.
 
Siamo abituati a pensare all'acqua come a qualcosa di comune e banale, nulla di più lontano dal vero; per questo ricordiamo alcuni aspetti che restituiscono importanza a questo elemento fondamentale per la vita e per la nostra salute.
 
 
RUOLO DELL’ACQUA NELLE FUNZIONI CORPOREE:
- SISTEMA IMMUNITARIO: L’efficacia del sistema immunitario dipende dall’acqua, in quanto la mancanza di acqua ne impedisce l’operatività o meglio diminuisce in modo esponenziale la capacità di combattere i vari virus, batteri, germi, inquinamenti, cibi non buoni per quell’organismo ecc. Emblematico è la debolezza che si sente, quando la diarrea ci spossa, proprio per la perdita di molta acqua e di sali minerali.
- SISTEMA NERVOSO: Uno studio dell'Università di Bristol (GB) indica che l'acqua fredda peggiora le prestazioni intellettuali del 15%. Bere poco altera la capacità di memorizzare e di concentrarsi : uno studio realizzato dai ricercatori del King's College di Londra ha dimostrato che la disidratazione non solo incide sulle dimensioni del cervello, ma anche sul suo funzionamento (uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Human Neuroscience lo ha dimostrato, lo studio ha coinvolto 34 adulti, lasciati a digiuno assoluto per una notte (niente cibo e acqua), il mattino seguente a metà dei volontari è stata somministrata una barretta di cereali e agli altri un bicchiere d'acqua, quindi tutti hanno effettuato dei test cognitivi con prove di memoria, attenzione e apprendimento e sono stati misurati i tempi di reazione del cervello; il gruppo che aveva bevuto l'acqua ha fatto registrare una risposta in media più veloce del 14%). Bastano infatti 90 minuti di sudorazione costante a ridurre la materia grigia al pari di un intero anno di invecchiamento. Sono sufficienti fortunatamente 1-2 bicchieri di acqua per far ritornare il cervello alla normalità.
- TERMOREGOLAZIONE: L'acqua inoltre favorisce alla regolazione termica nei nostri corpi. Per gli esseri umani è di importanza basilare che la temperatura corporea rimanga ad un livello standard. Ecco perché dobbiamo bere acqua, quando abbiamo la febbre. L'acqua prende il calore e lo trasporta nel corpo mentre traspiriamo. Quando abbiamo lo stimolo della sete siamo già disidratati: basti pensare che con una disidratazione del 2% l'organismo non è più in grado di regolare la sua temperatura corporea.
- ALGIE DEL RACHIDE, ERNIE DISCALI: il contenuto dei dischi intervertebrali è composto dal 70-80% di acqua; in uno stato di normoidratazione un individuo si alza la mattina con una altezza e sotto carico si ha una fuoriuscita di liquido (acqua) che per osmosi si distribuisce principalmente nella parte ossea del corpo vertebrale, quindi, arriviamo a casa la sera con una altezza leggermente diminuita (basti pensare che i dischi vertebrali si trovano da sotto l’occipite all’osso sacro e presentano dimensioni differenti ma in proporzione da 1/3 a ¼ della lunghezza dei corpi vertebrali) dipendente dalla relativa disidratazione dei dischi riducendone la loro altezza. Quest’ultima viene recuperata in fase di scarico della colonna vertebrale, quindi dalla fase del sonno in posizione orizzontale. Detto questo è naturale che condizioni di scorretta assunzione dei liquidi, tessuti tendenti al disidratamento, riduzione delle ore di sonno, sono un terreno fertile per le patologie del rachide. Il trasporto passivo per osmosi dei liquidi rappresenta anche un altro meccanismo di trasporto dei soluti nel disco; infatti in queste fasi possono entrare dei nutrienti e quindi il rischio di una degenerazione discale può dipendere molto da come una persona assuma acqua
- RENI, APPARATO URINARIO E RIPRODUTTIVO NEGLI UOMINI: Uno studio francese ha scoperto che bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno può aiutare l'erezione in quanto aumenta il volume del sangue. Bere un litro e mezzo di acqua al giorno riduce del 24% l'incidenza di tumore alla vescica : è la conclusione di uno studio condotto dalla Brown University (USA) per 22 anni su 47.909 maschi.
- APPARATO DIGERENTE: (intestino e stomaco, sottolineare che la cacarella disidrata forte forte) L'acqua è importante soprattutto per il sistema digestivo, perché contribuisce ad costante rifornimento ed esportazione di prodotti e sostanze. Il trasporto delle sostanze nutrienti può avvenire soltanto attraverso un solvente e l'acqua funge da mezzo principale per trasporto delle sostanze nutrienti.
 
COME BERE:
- Acqua ingerita a piccoli sorsi
- Temperatura ambiente (i testi consigliano 6-10°C, per mio conto credo sia un valore scorretto) e d'estate una temperatura accettabile
- Non dare troppa importanza alle altre bevande, specie per un uso terapeutico
- Escludere assunzione di acqua la notte e tempo prima di andare a dormire (consigliati piccoli sorsi da un bicchiere vicino al letto)
- Se mangiamo cibi costruiti e proteici aumentiamo i soluti quindi avremmo sete e dovremmo bere per eliminare composti residui
- Bottiglie di vetro restano inerti per l’acqua mentre la plastica può alterare la formazione (possibilmente vetro che sia o blu o scuro)
- Bisogna bere anche se non si sente il bisogno
- Per semplificare l'assunzione di acqua si può lasciare una bottiglia d'acqua nelle vicinanze e fare un sorso ogni tanto
- E' da ricordare che bisogna bere a piccoli sorsi e a piccole quantità. Ingerire grosse quantità d'acqua non serve molto, in quanto viene subito eliminata dai reni per il mantenimento dello stato volemico
- Se ci si trova in regime alto di attenzione o di stress, scuola, studi vari, corsi, convegni, o attività che richiedono molta attenzione e concentrazione, bere a piccoli sorsi può aiutare a mantenere attiva l’attenzione, riduce la stanchezza, semplifica le attività cerebrali
QUANTA ACQUA BERE: in funzione del peso, in funzione del clima o della stagione, in funzione delle abitudini di vita quotidiana, in funzione della attività fisica, in funzione dell’età; queste sono le regole generali ma ai miei pazienti consiglio di fare una pipì limpida al giorno come conferma di buona idratazione.
 

DA RICORDARE:

- BELLEZZA E ALTRO: L'acqua ha notevoli virtù anche per la bellezza. Il nemico numero uno delle donne, la cellulite, è infatti strettamente collegato al fenomeno della ritenzione idrica, ovvero il ristagno di liquidi nei tessuti. Il primo consiglio degli esperti è semplice: non c'è crema o istituto di bellezza che tenga, l'importante è bere, bere, bere... La pelle è più fresca e giovane, grazie alla migliore idratazione interna. I benefici si inizieranno a vedere dopo una settimana circa, con un miglior colorito della pelle. E i benefici non saranno solo a livello della pelle ma in tutto il corpo, ad iniziare da una aumentata fluidità del sangue e dispersione di tutti gli elementi del corpo. L'acqua è alleata delle donne anche nelle diete: bere qualche bicchiere d'acqua prima dei pasti aiuta a placare l'appetito e a smorzare i morsi della fame. Ottima per combattere le borse sotto gli occhi. Può contrastare la pressione bassa: uno studio pubblicato sulla rivista Hypertension spiega che l'acqua riesce a ridurre il rischio di svenimento in chi soffre di pressione bassa e consente di aumentare la vigilanza e la concentrazione.

 
- NITRITI E NITRATI: I nitrati e i nitriti sono composti azotati che derivano dalla scomposizione delle sostanze organiche. Sono largamente presenti in natura e, in particolare, sono tra i componenti necessari alla crescita dei vegetali. Per questo sono elementi essenziali dei concimi, sia naturali sia chimici. In questa linea nitriti e nitrati, presenti nei vegetali, entrano nella “catena alimentare” naturale di tutte le specie animali erbivore ed onnivore, quindi anche dell’uomo, in modo particolare nei vegetariani.
 
Una prima via d’ingestione di nitriti e nitrati è l’acqua di bevanda. La concimazione dei campi con concime organico (biologico) o chimico, soprattutto se abbondante, porta ad un aumento dei nitrati nelle acque superficiali e spesso anche in quelle profonde, con una conseguente loro presenza nelle acque potabili e relativa ingestione di nitrati tramite l’acqua da bere.
 
Una seconda via di ingestione dei nitrati e nitriti è costituita dagli ortaggi. Ricchi di nitriti e nitrati sono ad esempio i ravanelli, la barbabietola rossa, la lattuga crespa, le carote e gli spinaci, molti legumi. La concentrazione dei nitriti e nitrati nei vegetali è in rapporto anche alla loro concimazione. Tenendo conto che il limite massimo per le carni conservate è di 250 mg per kg, sappiamo che alcuni ortaggi contengono quantità medie di nitrato oltre 10 volte maggiori del massimo consentito nei prodotti a base di carne, come ha rilevato uno studio del prof. Carlo Cantoni del giugno del 2004.
 
Una terza via (minoritaria) di ingestione dei nitrati e nitriti è il loro uso come additivi alimentari. Il nitrato di sodio, il nitrato di potassio, il nitrito di sodio ed il nitrito di potassio sono usati soprattutto per la conservazione dei salumi e delle carni in scatola.

 

 
Ft. D.O. EMN  Lorenzo Luchetti
cell: +39 328 6219952
sito: www.osteopatialuchetti.it
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
- Presentazione di Daniele Razzoli a “Le meraviglie dell’acqua. Il mistero biofisico che ci dona la vita” Piergiorgio Spaggiari, Caterina Tribbia, edizione Tecniche Nuove
- “L’affaire Benveniste”, tratto dal libro “Aqua” di Roberto Germano, edizioni Bibliopolis
- J. Maddox, J. Randi, W.W. Stewart, “High dilution” experiments a delusion, in Nature, 334, 287-290, 1988
- “L’affaire Banveniste. Ovvero: sulla memoria dell’acqua e della scienza”, di Roberto Germano, fisico della materia
- “Viviamo tutti sulla cresta dell’onda” di Renzo Mazzaro, ed. New Media Publishing House.
- “Caratteristiche fisiche e chimiche dell’acqua”, tratto da “Curarsi con l’acqua” di Catia Trevisani ed Elisabetta Poggi, edizioni Urrà.
- Lenntech BV Rotterdamseweg 402 M 2629 HH Delft The Netherlands; http://www.lenntech.it/ 
- “Il tuo corpo implora acqua”; F. Batmanghelidj; Macro edizioni
- “L’acqua e la sua importanza per la salute”; F. Tartaglini; http://www.iobenessere.it/acqua/ 
- “L’Acqua e tutte le proprietà”; ANAGET; http://www.anagen.net/ 
- “ACQUA RENI, CALCOLI ALLE VIE URINARIE”; Fratti L.; http://www.serenoeditore.com/salute/600.htm
- “Sicurezza alimentare dei nitriti e nitrati”; G. Ballarini; La pagina scientifica
- "Body composition and growth," in Nutrition in Pediatrics, ed. 2, edito da WA Walker e JB Watkins. Hamilton, Ontario, BC Decker, 1996